"Il trasferimento e altri racconti" di Fanny Giambalvo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 16 Marzo 2012 09:59

recensione di Licia Cardillo Di Prima

Si tratta dell'ultima - in ordine cronologico - fatica letteraria della professoressa Fanny Giambalvo, già ordinaria di Filosofia dell'educazione nell'Università di Palermo e presidente della Fondazione Nazionale "Vito Fazio Allmayer".

L'autrice, che ha al suo attivo diverse pubblicazioni di pedagogia generale, interculturale e di educazione estetica, con questi racconti, - che rileva nella premessa - "riguardano i luoghi della mia infanzia, ma potrei dire che essi riguardano i non-luoghi, ossia le peculiari atmosfere da cui tali luoghi erano animati",  - sulla scia del precedente libro "Fra arcobaleno e granito. Frammenti autobiografici"- tende a recuperare attraverso la memoria, momenti dell'infanzia destinati a perdersi se non raccolti e registrati.

I luoghi che nascono da geografie private, a differenza di quelli fisici facilmente modificabili o cancellabili, non temono il tempo. Hanno lunga vita. Si annidano nel labirinto della memoria e se ne stanno quieti e silenziosi, fino a quando un barlume non li illumina. Basta un profumo, un colore, un suono per riproporli con il fascino che avevano nel momento in cui venivano percepiti e, per di più, carichi di valenze affettive.

Fanny Giambalvo, reduce da libri attinenti a problematiche filosofiche, ha preso gusto ad avventurarsi in quei cunicoli bui e, a tirare fuori, come da una scatola magica, persone e cose, proponendoli con la vivacità che avevano nel passato, ma addolciti  di nostalgia. Il trasferimento con le masserizie nella casa di Adragna, con la ritualità che lo accompagnava e il rispetto delle gerarchie applicate alle differenze di genere - le donne sugli asini e gli uomini sui muli - il bagno dell'oblio al quale venivano sottoposti i gatti, le lotte ingaggiate con i topi diventati padroni della villa, l'illusione che un pezzo di legno stagionato potesse "sciogliere il nodo della morte e riportare in vita il moribondo" sono momenti di una carrellata di immagini illuminate da una sottile luce d'ironia che la dice lunga sullo sguardo divertito con cui  l'autrice guarda a vari tipi umani: il lagnusu, il raccomandato, Franca Talamanca, comparse  di una commedia  in cui il paradosso è protagonista.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Luglio 2015 07:35