Navigazione in mare calmo a tratti leggermente mosso di Rosario Amodeo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 16 Marzo 2012 09:37

recensione di Licia Cardillo Di Prima

L'ultimo libro di Rosario Amodeo, come i precedenti, ha un titolo originale, fuori dal comune e una copertina intrigante - una piccola vela in un mare senza confini - che traduce in modo simbolico il senso della vita e, con l'epigrafe, ci dà la chiave di lettura: "La mia vita non ha niente di straordinario. Ma il mio modo di pensarci la trasforma". ( Paul Valery).

Dalle pagine del libro, Amodeo ci appare come l'esemplare di quella categoria umana - non molto diffusa per la verità - che crede nella capacità che ha il pensiero di trasformare la vita, darle slancio e imprimere una nuova direzione anche al destino. Ė, infatti, il modo in cui ci poniamo davanti alla sua imprevedibilità che dà o toglie valore alle nostre azioni. Solo cambiando prospettiva e, di conseguenza decentrandosi dalle proprie certezze, si può mutare la visione della realtà.

"Quando stai in mare, ti misuri e ti sfidi... devi trovare un tuo equilibrio", scrive il velista Soldini, che di navigazione se ne intende.

Amodeo, da quel pragmatico che è, queste verità le ha fatte proprie e le ha sperimentate.

Ce ne dà conto in questo libro complesso, ricco di spunti nel quale il racconto delle sue, non sempre facili,  esperienze professionali s'intreccia con la riflessione su una fede, quella comunista, che lo ha accompagnato, a volte ostacolato, spesso disorientato e indotto a interrogarsi e rivedere opinioni. Sullo sfondo, la Storia, i cui eventi significativi, (la saga del Vietnam, la Guerra dei Sei Giorni, il rapporto tra URSS e Cina, l'invasione della Cecoslovacchia, la morte di Allende) vengono focalizzati, vagliati e problematizzati.

La carriera di Amodeo si dipana dal 1962, cioè dal suo primo corso di formazione al CISV dell'Olivetti fino al 1988, anno in cui avviene il passaggio alla Engineering. Dall'inizio della "lotta", - così l'autore definisce il suo ingresso nel mondo del lavoro, "là dove la vita si fa gara, e la competizione produce tensioni e ferite dall'incerta guarigione", - fino alla metamorfosi in imprenditore, dopo avere percorso tutti i gradini della scala gerarchica, a partire dalla vendita porta a porta.

Pagina dopo pagina, Amodeo ricostruisce minuziosamente la mappa delle aziende attraverso le quali è transitato, (Olivetti, OGE, Univac, Singer Business Machines, International Computers Limited, Sibicar, Cerved) illustrando con scrupolosa e distaccata lucidità filosofie commerciali, politiche di espansione, logiche di selezione e reclutamento, quadri e disegnando, con incisive e vibranti pennellate, persone e ambienti con cui si è misurato.

Le vicende personali si snodano sullo sfondo di quelle politiche, sociali ed economiche dell'Italia e ci restituiscono lo spaccato vivo di un Paese proteso verso la modernizzazione, ma, a volte, inceppato da stereotipi e pregiudizi.

Dalla lettura, viene fuori la passione civile di Amodeo, il suo "esserci" in ogni circostanza e il suo "darsi" senza remore, con foga, entusiasmo, rabbia in certi casi, come durante l'invasione della Cecoslovacchia o dei crimini mafiosi. Non spettatore passivo di eventi, ma protagonista attento, vigile, consapevole del contributo che ciascuno di noi può portare alla causa della dignità e della libertà  umana.

Diversi i filoni in questo libro esemplare: il rapporto di Amodeo con la famiglia, soprattutto con il padre, fondamentale per la sua formazione umana e politica e con la moglie, valido supporto della sua carriera; il rapporto critico con il partito del quale mette in discussione i dogmi; quello con i colleghi, - improntato  alla generosità, correttezza e coerenza, - ma soprattutto il rapporto con se stesso: di grande trasparenza e onestà. Più delle altre qualità, sorprendono e intrigano il lettore la capacità di Amodeo di "leggersi" e "tradursi" senza schemi mentali, senza pregiudizi, senza infingimenti e l'umiltà e la franchezza con cui mette sul tappeto successi, delusioni, dubbi ed errori, senza recriminare e senza rinnegare nulla, ma contestualizzando ogni pensiero, ogni azione e ogni scelta, e considerandoli tasselli indispensabili per costruire la sua personalità.

A lettura ultimata, viene da chiedersi quanto conti il libero arbitrio, quanto incida sul destino la volontà dell'uomo. La risposta è scontata. Conta, conta molto.

La lezione di Amodeo è in piena sintonia con l'inno alla vita di Neruda: "Essere vivo richiede uno sforzo maggiore del semplice fatto di respirare".  
Vivere, infatti, è qualcosa di molto più complesso. Esige da ciascuno di noi sensi vigili, curiosità intellettuale, flessibilità, impegno, passione, capacità di mettersi in discussione e di rischiare, lasciando aperta una porta  all'imponderabile.

Amodeo lo ha fatto. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Luglio 2015 07:35