Premio Alessio Di Giovanni per la sicilianità PDF Stampa E-mail

Il 30 ottobre, alle ore 17,00  a Cianciana, presso l'Oratorio "Gerlando Re", a Licia Cardillo Di Prima, per il romanzo Eufrosina, è stato consegnato il Premio Culturale "Alessio Di Giovanni Terza Edizione", sezione "Sicilianità".   Ecco la motivazione del Premio:

Eufrosina -Carteggio d'amore tra il viceré Marco Antonio Colonna e la giovane baronessa del Miserendino nella Palermo del '500 (Flaccovio Editore 2008)

In quella Palermo che «all'alba pareva un paradiso», ecco si muovono Eufrosina Valdaura Siracusa, baronessa del Miserendino, «il volto  spuma di zucchero, la pelle candida come cera di Venezia», gli occchi verdi, i denti bianchi, 17 anni, e  Marco Antonio Colonna, «sterminatore di Turchi, terror dei barbareschi, eroe di Lepanto», dal 1577 al 1584, viceré di Sicilia, 44 anni. E, malgrado la notevole differenza di età, malgrado ambedue fossero coniugati, malgrado le convenienze sociali, è l'1 gennaio del 1579, egli non può esimersi dal dichiararle il suo amore, scaturito prepotente sin dall'istante del loro incontro. Pur ricambiandone il sentimento, lei lo prega «fatemi la grazia di scordarvi di me» ma, vedremo, non andrà così. Il libro, non un racconto, bensì una corrispondenza, un carteggio d'amore, esordisce con l'invio da parte di un anonimo, al quale suggestivamente è pervenuto dagli stessi amanti, di un manoscritto risalente «alla fine del Cinquecento» all'Autrice, certo che lei «farà di tutto per decifrarlo e ricostruirlo nelle parti mancanti, attingendo alle cronache del tempo e alla sua creatività». Di questa vicenda tutta a tinte fosche, della quale in appendice, vengono rigorosamente enumerati i documenti d'archivio che ne suffragano la veridicità storica, assodata l'ammirevole scrittura di Licia Cardillo, la qualità più bella è che essa ci fa invaghire di quell'epoca, ci fa sentire partecipi di quel contesto, a distanza di quattro secoli ci restituisce una storia vibrante, attuale, nostra.

Marco Scalabrino