"Una pietra dall'aria" Finalista al Premio Kaos PDF Stampa E-mail
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Domenica 25 Settembre 2016 17:44

Da fattitaliani.it

Intervista  a Licia Cardillo Di Prima

di Giovanni Zambito

 

“La scrittura riempie la vita, ma non dà mai certezze

La cinquina dei libri finalisti all’edizione 2016 del premio Kaos è composta solo di donne: fra queste c’è Licia Cardillo Di Prima, scrittrice famosa per la sua classe di nobildonna, per i vini che produce e per la sua passione per la storia della Sicilia. Il romanzo “Una pietra dall’aria” (Dario Flaccovio editore, 168 pagg., €15) è ambientato tra i cortili della zona della Tardara. All’inizio della nostra intervista ci rivela…

“Sto apprendendo da lei la notizia che il mio romanzo “Una pietra dall’aria” è finalista al Premio Kaos, afferma. Mi gratifica molto il riconoscimento dei lettori e, in questo caso, della giuria. Non me l’aspettavo. La scrittura riempie la vita, ma non dà mai certezze. Semina solo dubbi.”

Secondo lei, qual è del libro l’aspetto più avvincente e convincente?

“Una pietra dall’aria” è un viaggio nella luce e nelle tenebre, nel lato oscuro dell’indole dei siciliani, ma anche nella voglia di riscatto che c’è in ciascuno di noi. È anche la riflessione sull’eredità scomoda, sulla tragedia di chi si ritrova, per pesanti retaggi familiari, chiuso in un sistema che non gli appartiene e che fa la scelta di rompere il conformismo, di portare avanti la sua piccola grande battaglia per cambiare se stesso e gli altri. Mi auguro che sia questo l’aspetto più avvincente e convincente.

La struttura narrativa è stata pensata e concepita così sin dall’inizio?

Quando inizio a scrivere un romanzo, ho solo un’idea, non tutta la struttura. Un seme piantato in terra che, da un giorno all’altro, mette radici, poi foglie e fiori. L’idea si arricchisce gradualmente, anche perché m’invade totalmente, facendomi entrare in un’altra dimensione, in una sorta di ebbrezza creativa, che mi distrae da tutto e da tutti, anche da me stessa.

Quanto conta il luogo di ambientazione nella storia? come s’intreccia con la vita dei personaggi che la popolano?

I luoghi di ambientazione contano molto. In questo romanzo sono il punto focale della narrazione. Ineluttabili coprotagonisti della storia. Tardara è una gola sul Lago Arancio, aspra, selvaggia, con speroni rocciosi che si levano come le quinte di un teatro. È un luogo sublime, che fa paura e nello stesso tempo affascina. Sembra la metafora della Sicilia, dove tutto si muove su due piani: bellezza e orrore, luce e lutto, grandezza e la miseria. Per questo l’ho scelto.  Io vivo a Sambuca di Sicilia, “Il borgo più bello d’Italia 2016”  che possiede una straordinaria varietà di paesaggi, dal Lago Arancio, al Bosco del Pomo, al Genuardo, al sito greco-punico di Adranone. Un godimento per l’occhio. Uno stimolo per chi ama scrivere. Basta guardare e tradurre in parole le suggestioni.

Rispetto al passato, nei suoi paesaggi e nel carattere dei suoi abitanti, la Sicilia è meno aspra e silente?

Chi ritiene che la Sicilia sia una terra aspra deve ricredersi. Nel giro di quarant’anni, le Terre Sicane hanno mutato volto. I seminativi hanno ceduto spazio ai vigneti, che, qui, hanno ritrovato il loro habitat.  Chi osserva il territorio dall’alto, ha l’impressione di vedere un’enorme scacchiera, una geometria varia di forme e colori che rivelano ordine e razionalità. La Sicilia è meno aspra rispetto al passato e, sicuramente, meno silente. Sono lontani i tempi durante i quali la parola “mafia” erano impronunciabile, e molto più netti i confini tra legalità e illegalità.

Approfitta anche della scrittura per ribadire il suo profondo amore per i vini?

Coltura e cultura si equivalgono. Il mio lavoro fa da pendant a quello della mia famiglia. La nostra cantina – di cui si occupano mio marito e i miei figli, soprattutto Davide, – sorge sul Lago Arancio, un luogo fantastico, ampiamente descritto nel mio romanzo.  Produciamo vini biologici che raccontano la fatica, la passione e il rigore con cui sono prodotti. Il top è il Villamaura, un Syrah in purezza.

Come riassumerebbe il suo amore per il vino?

Eccolo in questi versi che chiudono una poesia dedicata a mio marito, Gaspare: “Al ritorno/ spillasti la bottiglia migliore/Il vino rosso rubino/un Syrah invecchiato in cantina/ tinse le tue e le mie labbra  e scaldò la memoria/ Ora non ci perdiamo più tra i filari/ Il fuoco lo attizziamo col vino maturato negli anni/ Ha dentro la tempesta/i profumi del bosco/l’amore/e persino il dolore/ Ha dentro la vita/ E tu continui a berla con me”.

Se potesse riscrivere una pagina della storia siciliana quale sceglierebbe e perché?

Se potessi farlo, cancellerei quella straordinaria frase di Tomasi di Lampedusa “il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di ‘fare’, non perché non sia vera, ma perché vorrei che non lo fosse”.

Giovanni Zambito.

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Settembre 2016 17:57
 
Premio "Campana di Burgio" PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 21 Settembre 2016 19:12

Licia Cardillo Di Prima, autrice di Dario Flaccovio Editore, ha ricevuto il premio “La campana di Burgio”, sezione Letteratura italiana, edizione 2016. La cerimonia si è svolta ai piedi del castello normanno del paese agrigentino. Il riconoscimento è stato tributato alla scrittrice di Sambuca di Sicilia per la sua attività di narratrice e, nello specifico, per i libri pubblicati con la casa editrice palermitana, tra i quali “Eufrosina”, “Flavio Mitridate” (firmato insieme ad Angela Scandaliato) e “La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone” (scritto con Elvira Romeo).

Il suo romanzo più recente è “Una pietra dall’aria”, uscito quest’anno, sempre per Dario Flaccovio.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Settembre 2016 19:24
 
Una pietra dall'aria PDF Stampa E-mail
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Martedì 14 Giugno 2016 16:12

Cardillo, “Una pietra dall’aria”: giallo sociologicoU

Una pietra dall'aria di Licia Cardillo Di Prima

Recensione di Antonino Cangemi

 

Il ritorno nell’Isola è uno dei topos più ricorrenti tra gli scrittori siciliani: per limitarci a pochi esempi, si pensi ai classici “Conversazione in Sicilia” di Vittorini e “Don Giovanni in Sicilia” di Brancati.

Il tema è al centro anche del romanzo di Licia Cardillo Di Prima “Una pietra dall’aria”, edito da Dario Flaccovio, che verrà presentato domenica prossima all’Orto Botanico di Palermo (ore 17, Sala Lanza, interviene Aldo Gerbino) nel corso della settima edizione di “Una Marina di libri”.
Gino Roveri, protagonista principale del romanzo, dopo dieci anni di vita “continentale” torna nella sua terra per la morte di Renzino Puglisi, suo inseparabile amico d’infanzia. Renzino Puglisi è stato ucciso in circostanze misteriose e attorno alla sua scomparsa regna una pesante coltre di silenzi e di omertà. Il paese nativo appare a Gino Roveri nel disfacimento della sua bellezza, complici la dittatura del cemento armato e gli intrighi affaristici nemici dell’estetica. Mentre gli anziani –salve rare eccezioni- si trascinano nella rassegnazione dettata dalla regola del “quieto vivere”, le nuove generazioni appaiono prive di valori e come stordite da un edonismo abbagliante.

In un simile contesto, in cui l’ombra della mafia ammorba il paesaggio e incute timore, fare luce sull’omicidio di Renzino Puglisi è per Gino Roveri piuttosto complicato. Una serie di circostanze legate alla gestione della cava della Tardara (nome che richiama ammalianti leggende) e altri due omicidi, però, si riveleranno determinanti per sciogliere alcuni enigmi.
“Una pietra dall’aria” è un giallo sociologico. Al centro del romanzo vi è un omicidio, cui se ne intrecciano altri, ma vi è soprattutto la Sicilia; una Sicilia provinciale aggrovigliata in retaggi vecchi, immobilismi, conformismi, fobie sociali. Il nuovo che avanza, nella Sicilia di Licia Cardillo Di Prima, non promette nulla di buono: nella continuità con un potere esercitato con cecità e arroganza, minaccia di annientare le magie di una terra ricca di fascino naturale, di miti, di architetture che esaltano antiche tradizioni. E, tuttavia, come in qualche modo lascia intravedere l’epilogo della storia, in questa Sicilia vi è ancora uno spiraglio, un barlume di speranza.

Il romanzo di Licia Cardillo Di Prima ha più di un punto in comune con la narrativa di Sciascia: la sobria eleganza della scrittura che fa perno sulla forza dei dialoghi, il ritmo incalzante della trama che rimanda alla tecnica narrativa cinematografica (come già osservato da Ada Guglielmino), il “giallo” come chiave per penetrare nell’anima dei siciliani. La differenza con Sciascia, però, è evidente nel finale: risolutore in Licia Cardillo Di Prima, seppure non consolatorio tale da sedare le ferite aperte dalle intrigate vicende, generatore di altre inquietudini e di altri dubbi nei “polizieschi” dello scrittore di Racalmuto.

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Giugno 2016 21:51
 
Flavio Mitridate - I tre volti del cabbalista - Dario Flaccovio 2014 PDF Stampa E-mail
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Domenica 11 Maggio 2014 14:28

Erudito, omicida e amico dei

 

papi la vita

 

spericolata dell’ebreo siciliano

Ha ispirato il romanzo di Camilleri e il libro di Cardillo e Scandaliato

Ritratto di un sapiente che fu precettore di Pico della Mirandola e che fa riscoprire pagine nascoste di storia

SALVATORE FERLITA

Se n'è rimasto acquattato, nelle pieghe dei secoli, questo ebreo siciliano del Quattrocento convertitosi al cristianesimo. Rintanato nella soffitta polverosa della Storia, ma sinistramente pronto a manifestarsi nella sua prepotenza affabulatoria, alla stregua di un pirandelliano personaggio in cerca d’autore. Di autori sarebbe meglio dire, se è vero che Semuel Bulfarachio, noto anche col nome di Guglielmo Raimondo Moncada, alias Flavio Mitridate, nel giro di pochi giorni ha fatto capolino dalle pagine di un romanzo di Andrea Camilleri, “Inseguendo un’ombra” (Sellerio), per poi ripresentarsi al centro di un interessantissimo volume, vergato non a caso a quattro mani da Licia Cardillo Di Prima e Angela Scandaliato, intitolato “Flavio Mitridate. I tre volti del cabbalista” (presentazione di Mauro Perani, Dario Flaccovio editore). La prima è una scrittrice di Sambuca di Sicilia, che ha all’attivo romanzi in cui spesso le vicende storiche si mescolano con l’invenzione; la seconda è una delle massime esperte di ebraismo in Sicilia.

Proprio a lei si deve il ritrovamento di un documento rogato dal notaio Ferdinando Giuffrida di Sciacca il 6 marzo 1491, grazie al quale è stato possibile identificare Flavio Mitridate (fino ad allora genericamente indicato quale agrigentino) come caltabellottese. Ne è venuto fuori una sorta di Giano bifronte cartaceo che però si rivela quale lavoro di sintesi, pur nella sua doppia scansione.
E se è vero che Andrea Camilleri, da allievo dell’abate Vella, ha costruito un perfetto apocrifo in quanto “mistificazione d’una mistificazione”, in cui il sembiante diremmo noir di Raimondo Moncada ha la meglio (tanto di cappello all’autore empedoclino), le due autrici di “I tre volti del cabbalista” hanno, pur nell’individualità dei contributi, dato forma a un
affascinante ibrido, in cui dal romanzo storico e di ambiente viene fuori la sua escrescenza araldica. Col conseguente doppio risultato di avere ricollocato al centro della ribalta rinascimentale europea una figura straordinaria e contraddittoria, quella appunto di Mitridate, nello stesso tempo illuminando una zona d’ombra della nostra storia e geografia isolana, legata all’ebraismo.

Si tratta di un capitolo avvincente e forse ancora rimosso, prodigioso e a tratti oscuro, che da tempo attende una sorta di riscossa dell’entusiasmo e della conoscenza. Perché la parabola esistenziale di Semuel Abul Farag, uomo sapientissimo, teologo, filosofo, poeta, cabbalista, conoscitore del greco, del latino, dell’ebraico, del caldeo, dell’arabo, è anche quella di tanti altri personaggi che sostanziano un’identità giudaica isolana tuttora relegata in una sorta di limbo della Storia. A leggere infatti le pagine in questione si ha l’impressione di trovarsi innanzi all’unico plausibile paradigma indiziario in materia, costruito sulla base delle tracce, delle testimonianze, delle chiose che riguardano questo ebreo nato a Caltabellotta: uno di quei posti che nelle vecchie carte geografiche ci immagineremmo indicati con l’epigrafe “hic sunt leones”. Un piccolo paese della provincia agrigentina dimenticato da Dio e dagli uomini, verrebbe da dire, e invece centro animato da inaspettato fervore: quello del padre di Semuel ad esempio, ossia Nissim, rabbi molto colto e stimato, che dai segni alfabetici e dagli astri traeva responsi particolarmente concupiti. Il figlio si forma alla scuola rabbinica di Sciacca; dopo la sua conversione al cristianesimo verso la metà degli anni Sessanta, quando assume dal suo mecenate il nuovo nome, Guglielmo Raimondo Moncada approfondisce gli studi di lingue orientali a Catania e probabilmente a Messina. A un certo punto, egli lascia la Sicilia per recarsi all'università di Napoli e studiare medicina. Consolidatasi la sua formazione, con il favore di protettori di prim’ordine come i papi Sisto IV e Innocenzo VIII, questo ebreo convertito intorno al 1480 saràall’apicedelsuosuccesso,famosonelmondo dei dotti umanisti e dei cabbalisti cristiani. Siciliano dalla personalità misteriosa, eccessiva, omosessuale che non fece mai mistero della sua natura, docente ricercato e predicatore irresistibile, a un certo punto è costretto ad abbandonare Roma e gli ambienti della Curia (dove pare sguazzasse nel fango e nelle alcove): si macchia infatti di un delitto, forse un omicidio, e ripara in Germania. Lì cambierà nome, facendosi chiamare Flavio Mitridate e insegnando a Locarno, Tubinga, Colonia. Ma altri problemi sarebbero sorti, costringendolo a tornare in Italia: lo troveremo a Firenze precettore niente meno che di Pico della Mirandola, per il quale tradurrà in latino molte opere cabbalistiche, facendo parte del gruppo di intellettuali amici del grande pensatore passato alla storia per la sua prodigiosa memoria: tra questi, Marsilio Ficino e Pier Leone da Spoleto. Anche se i rapporti tra il siciliano e Ficino non furono per niente facili, e molto ambiguo si rivelerà il legame con Pico, di cui perdutamente si invaghì. Oltre alle mirabili traduzioni, rimangono le glosse antipapiste e anticlericali di Mitridate, che rivelano particolari intimi e scabrosi dei papi e dei cardinali coi quali egli fu in relazione, poste ai margini di manoscritti tradotti per Pico della Mirandola (oggi conservati, ironia della sorte, presso la Biblioteca Apostolica Vaticana) e inserite in contesti diversi, dai passi biblici a quelli talmudici o cabbalistici. Chiose che offrono uno straordinario, inquietante, modernissimo affresco della corte papale di quel periodo. Da lì, l’ebreo dalle tante vite, “unico in tutto” e insieme scisso e nevrotico, megalomane e mentitore, si spostò a Fratta, poi si rifugiò a Viterbo avallando imposture ideologiche. Per ritornare in Sicilia, nel suo paesino d’origine, prima di sparire per sempre.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Luglio 2015 19:54
 
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Mercoledì 14 Novembre 2012 09:25

 

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Il Letterandoinfest e la FIDAPA presentano "Sibille"(Ed. Arianna)

Badia Grande - Sciacca

28 giugno - ore 20,00

Sala degli Archi
Interverranno:

Licia Cardillo Di Prima, Marinella Fiume, Daniela Gambino, Clelia Lombardo,

Beatrice Monroy,  Fulvia Toscano (curatrice del libro),
Angela Scandaliato (autrice della poesia in esergo).

Dialogherà con le autrici, Lilly Tortorici.

 

Letture di Annalia Misuraca

 

 

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Il 24 giugno 2015 alle ore 18,00

Alle Fucine Culturali Cantunera, piazza Monte Santa Rosalia, 12

Associazione Luminaria presenta:
L’Antologia di racconti

Le Sibille

Da un’idea di Fulvia Toscano

Per la casa editrice Arianna

Licia Cardillo Di Prima, Marinella Fiume,
Daniela Gambino, Asma Gherib, Simona LoIacono, Clelia Lombardo, Anna Mallamo, Beatrice Monroy, Nadia Terranova, Lina Maria Ugolini:

Dieci Sibille del nostro tempo consegnano al lettore le loro “profezie” per suggerirci percorsi futuribili, varchi di piccola, grande sapienza, residuo di una luce che proviene da lontano ma che può, se solo noi vogliamo, accompagnarci nel nostro viaggio che, ci auguriamo, non sia solo un meccanico, orizzontale cammino.

interventi:
Fulvia Toscano, curatrice del volume
Arianna Attinasi, editrice
Francesca Picone, Luminaria
Licia Cardillo Di Prima, Daniela Gambino, Asma Gherib, Clelia Lombardo, Beatrice Monroy, autrici
Letture a cura di Ester e Maria Cucinotti
Interventi musicali alla fisarmonica di Irene Falci


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Comune di Noto  Club Val di Noto

 

La S.V. è invitata alla presentazione

del libro di Racconti - Profezie "Sibille" Arianna Editrice

Domenica, 29 marzo 2015, ore 18,00

Salone delle Feste, Palazzo Nicolaci

Saranno presenti

la curatrice del volume Fulvia Toscano

l' Editrice Arianna

e le dieci Sibille Scrittrici

1. Licia Cardillo Di Prima, 2. Marinella Fiume, 3. Daniela Gambino, 4. Asma Gherib, 5. Simona Lo Iacono, 6. Clelia Lombardo, 7. Anna Mallamo, 8. Beatrice Monroy, 9. Nadia Terranova, 10. Rita Maria Ugolini.

Esergo di Angela Scandaliato.



 

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Per la rassegna "Il Sapore della Cultura" l'Enoteca Strada del Vino
Terre Sicane (Palazzo Planeta Via Santi Bivona 13 Menfi) ha il piacere
di  INVITARVI alla presentazione del libro
LA POLTRONA DI MARIA CAROLINA E IL GELO DI MELLONE
con i Racconti di LICIA CARDILLO e
le ricette di ELVIRA ROMEO
Moderatore: Tanino Bonifacio Direttore del Parco Letterario Giuseppe
Tomasi di Lampedusa
seguirà
CENA LETTERARIA con le ricette ispirate alla tradizione culinaria
siciliana e reinterpretate da Elvira Romeo.
Menu relativo alla cena che avverrà dopo la presentazione del libro:
Polpette di Tonno Rosso Fresco
Involtini di Sarde al Profumo di Arancia
Polpette di Sgombro Fresco in agrodolce
Polpo con Matarocco
Involtini di Melanzane con Capellini e Ricotta salata
Timballo di Pasta con le Sarde allo Zafferano
Crostata con il gelo di mellone
La cena sarà accompagnata dai vini di AZIENDA AGRICOLA DI PRIMA
La PRESENTAZIONE è a INGRESSO LIBERO
La CENA necessita di prenotazione
info: 092575033-3209721311

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INVITO

Spazio Cultura (Libreria Macaione) - Incontro con l’autore

Sabato, 23 marzo 2013, alle ore 17,30, presso Spazio Cultura (Libreria Macaione), Via Marchese di Villabianca, n. 102 a Palermo, la prof.ssa Piera Fallucca intervisterà Licia Cardillo Di Prima sui due suoi ultimi libri La pelle di cristallo (Iride- Rubbettino)e La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone (Dario Flaccovio Editore).

Il Lions Club e la FILDIS di Marsala

presentano

La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone

I racconti di Licia e e le ricette di Elvira

(Dario Flaccovio Editore)

Intervengono Angelo Fici, Fanny Marino e Paola Sobbrio

Domenica 24 febbraio 0re 17, 30

Circolo Lilybeo

Marsala

 

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ENTE LUGLIO MUSICALE TRAPANESE - TEATRO DI TRADIZIONI

Presentazione del libro

"LA PELLE DI CRISTALLO"

di

Licia Cardillo Di Prima

Intervista con l'autrice a cura del

Dott. Giorgio Geraci


Sabato 20 ottobre 2012 - Ore 18,30

Palazzo De Filippi - Largo S. Francesco di Paola, 5

T R A P A N I


P  R  O  G  R  A  M  M  A

inizio ore 18,30


Saluti

del Consigliere Delegato dell'E.L.M.T.

Avv. Gino Bosco

Introduce

Avv. Eugenio D'Angelo


Intervista con l'autrice

Licia Cardillo Di Prima

a cura del

Dott. Giorgio Geraci



Verranno letti brani tratti del testoVerranno letti brani tratti del testo




Dott. Giorgio Geraci
a cura del
Licia Cardillo Di Prima
Intervista con l'autrice


Avv. Eugenio D'Angelo
Introduce
Avv. Gino Bosco
del Consigliere Delegato dell'E.L.M.T.
Saluti


inizio ore 18,30
P  R  O  G  R  A  M  M  A


T R A P A N I
Palazzo De Filippi - Largo S. Francesco di Paola, 5
Sabato 20 ottobre 2012 - Ore 18,30


Dott. Giorgio Geraci
Intervista con l'autrice a cura del
Licia Cardillo Di Prima
di
"LA PELLE DI CRISTALLO"
Presentazione del libro
ENTE LUGLIO MUSICALE TRAPANESE - TEATRO DI TRADIZIONI

DOMENICA 17 giugno 2012 ore 18,00 il giornalista della Rai FRANCO DI MARE (conduttore di UnoMattina ed autore di romanzi molto appassionanti tratti dall'esperienza di "inviato speciale" per la guerra dei Balcani, come “Il cecchino e la bambina” e “Non chiedere perchè”) presenta il suo nuovo romanzo dal titolo “CASIMIRO ROLEX”. Dialogherà con l’autore la dott.ssa Teresa Di Fresco (vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia).SABATO 16 GIUGNO ore 18,00 la scrittice LICIA CARDILLO DI PRIMA (autrice di romanzi di successo come “Tardara” e “Eufrosina”) presenta il suo nuovo romanzo “LA PELLE DI CRISTALLO”. Dialogherà con l’autrice la prof.Angela ScandaliatoVENERDI 15 GIUGNO ore 19,00 la scrittice GIUSEPPINA TORREGROSSA (autrice di romanzi di grande successo come “Il conto delle minne” e “Manna e miele, ferro e fuoco”) presenta il suo nuovo “libro noir” dal titolo “PANZA E PRISENZA”. Dialogherà con l’autrice la prof.Flavia Verde.       La LIBRERIA MONDADORI di Sciacca ha il piacere di invitarti a tre importanti eventi che ha direttamente organizzato all’interno della manifestazione "LETTERANDO IN FEST 2012" che si terrà a Sciacca presso la Multisala Badia Grande dal 15 al 17 giugno.XX

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Luglio 2015 09:06